La mano di Adele si muoveva in modo frenetico ed armonioso, la mina della matita lasciava segni decisi e lievi come vivesse di vita propria Adele era il suo prolungamento.
Come una medium, faceva da “tramite” creando schizzi di figure e paesaggi sorti dal nulla, essi prendevano vita sorgendo dalla carta, impadronendosi della realtà diventandone parte. I suoi disegni si trovavano ovunque: un’abitudine per lei, un talento per altri.
Aveva perfino tentato di allontanare questo istinto, ma il richiamo era sempre più forte, assomigliando ad un’ossessione che riempiva la sua mente, le sue giornate. Poi si era arresa…
Arresa alla dolce sensazione di trasmettere e vivere emozioni attraverso i suoi disegni, una traccia e l’infinito prendeva forma…
“Eh, se disegno doveva essere…disegno sia!”, decise Adele cercando qua e là fra Gallerie d’Arte e Corsi di Pittura. Decisa a capire se la sua era solo una mania nevrotica che nulla avesse da spartire col talento: quello vero. Voleva fare un nuovo tentativo: visitare una mostra, sicura di annoiarsi e fuggire pochi minuti dopo. Ma la Galleria la rapì in un turbinio di colori e sfumature, immagini e paesaggi.
Adele si guardava attorno come una bimba in un paese magico dove le figure prendevano vita e interagivano con lei. Infondo ad un corridoio, nella penombra un quadro solitario, a cui ben pochi prestavano attenzione, anche se di notevole bellezza, portava in basso un biglietto appoggiato alla cornice dalla scritta frettolosa con un pennarello blu, “In vendita”.
Col cuore in tumulto, senza leggere l’autore né la descrizione, prese il biglietto e si diresse dal Responsabile della Galleria, decisa ad acquistarlo: «Speriamo non sia troppo caro…» pensò solo. Pochi minuti dopo era in strada con il quadro sotto il braccio. Lo fece avvolgere nella carta, tanta carta, come se volesse nascondere qualcosa…neanche l’avesse rubato!
L’emozione le saliva su su fino alla gola e li bloccava il respiro. Si sentiva messa a nudo, come se la donna del ritratto fosse lei e in qualche modo sfiorasse coriandoli del suo inconscio.
Chiuse la porta alle sue spalle ed appoggiò il quadro sul divano, incominciò a scartarlo lentamente come un amante spoglia la sua donna. Lo appoggiò sopra la mensola e si allontanò di qualche passo: ora poteva ammirarlo meglio.
Una donna solitaria, di spalle, con un lungo abito scuro, guardava in lontananza un funerale, assorta. Si notava appena, ma Adele ne sentiva tutta la malinconia e la suggestione, una sofferenza silenziosa e sottile. Forse un amore finito tragicamente…forse uno sconosciuto…
Le lanterne accese illuminavano la strada davanti alla donna che restava immobile, facendo risaltare il bianco delle case nel buio della notte. Adele si sentiva quella donna, in bilico tra la vita e la morte, la luce e il buio, ferma ad aspettare.
“Paesaggio con le lanterne” lesse in un angolo del quadro.
Avrebbe illuminato il suo talento, se davvero c’era…


Daniela Balestrero (Torino, Itália, 1960). Nasce a Torino, in Piemonte nel 1960, si trasferisce da bambina a Fubine, un piccolo paese sulle colline del Monferrato, ora vive ad Alessandria, una cittadina sempre della pianura piemontese nel Nord d’Italia. Appassionata fin da ragazza dei libri e del fascino che essi emanano, legge vari generi dalle opere di Shakespeare alle poesie di Prevert, da Pirandello alle favole di Andersen o dei fratelli Grimm, e qualche breve nozione di psicologia. La passione della scrittura nasce da giovanissima, ma la timidezza permette di sviluppare questa passione solo in età adulta. Le prime pubblicazioni, con racconti e poesie, risalgono al 2013 in altrettante Antologie. Dal 2015 collabora con un giornale locale web scrivendo articoli di spettacolo e attualità. Alcuni dei suoi scritti si possono trovare anche su il Blog di Ramingo.it. Si considera una “narratrice di emozioni”, raccontando storie e sentimenti attraverso la “carta stampata”,cercando di far scaturire nel lettore tali sensazioni. Le piace ascoltare musica e il fruscio dell’acqua di cascate e onde. Ricca di speranze e di sogni vorrebbe poter trasformare questa passione in una professione e poterla sviluppare in diversi settori legati all’Arte in tutte le sue sfumature.

 

Posted by:Souza Pereira

Souza Pereira (Recife, 1994). Escritor e Editor chefe da Revista Philos. Biomédico e Mestre em Genética pela Universidade Federal de Pernambuco. Cursou História crítica e social do pensamento, da literatura e das Artes (Portugal). É co-fundador da casa editorial Camará Cartonera e do Espaço Cultural Maus Hábitos (Brasil). Autor dos livros A tarde dos elefantes e outros contos (2014), Polissemia (2015) e Olhos de Onda (2016). Artista visual e colaborador do Espacio Cultural Violeta (Chile) e do Colóquio Escrever nas Margens (Portugal). Colabora com diversas revistas de literatura latina na Europa e América Latina.

One thought on “Il paesaggio con le lanterne, por Daniela Balestrero

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